“Meriggio”, la mostra di Alessandro Lazzer. L’incanto dell’attesa, dove tutto si fonde e il tempo si sofferma davanti alla luce del silenzio.
STEVENA’, CANEVA (PN) – La prima impressione avuta visitando la mostra “Meriggio” di Alessandro Lazzer è stata quella di essere avvolta da un’aura di mistero, dentro un istante che è tutto e si fonde appunto nella magia intonsa dei raggi che regnano sovrani nell’ora del meriggio.
Come una virgola tra due parole, le pennellate così accese reclamano l’attenzione, ma non per dividere le forme bensì per richiamare alla loro unione, un legame che riguarda linee, concetti ed emozioni, in una pluralità di voci che danno il giusto ritmo alla melodia di una luce forte, orgogliosa e rasserenante nel suo essere protagonista del momento, culmine glorioso e quasi ammantato di una sacralità avvertita nel profondo.
Tra rapidi passaggi d’ombra e luce infatti si intuisce quell’innata quiete che sono in quel momento particolare del giorno si può sentire, un non-spazio senza ticchettii dove la materia acquisisce la sua massima visibilità divenendo memoria della forma e della sostanza di ogni cosa. Ma nel contempo rivela la sua essenza primordiale, la sua bellezza portata all’apice fino a diventare grazia sotto alla volta celeste.
Il rapporto tra l’artista e la natura assume toni intimistici, lo si comprende dalle pennellate che fanno affiorare in superficie colori straordinariamente affini alla quiete di una natura che sancisce il sodalizio tra l’anima dell’artista e l’ambiente circostante.
La sua formazione, maturata nell’arte dell’affresco, e la sua esplorazione continua tra luogo e ricordo, ci conducono a scoprire storie diverse, frammenti d’essere e divenire che si trovano a comporre racconti di vite personali e condivise. Una ricerca ancorata al respiro, alla calma, alla contemplazione fino al sussurro poetico che incanta lo sguardo di chi osserva le opere. Ci si sente così svincolati dal tempo, non per suggestione, ma convintamente conquistati dalla libertà di restare sospesi in quel meriggio , tanto da non udire più i ticchettii , ma di “ascoltare” con il cuore solo i decisi balzelli di luce che scorrono come un fiume; un fluire naturale, imperturbabile che sfocia nel mare di una tranquillità quasi inconsueta per l’epoca in cui viviamo; lì ogni singola goccia riflette universi interi di memorie che diventano patrimonio umano e spirituale collettivo.
L’equilibrio sul quale cammina l’anima che volge lo sguardo al “meriggio” è una linea non tracciata, percepita attraverso il sentimento e l’ascolto dell’interiorità, donando ulteriore slancio poetico alle opere, significative testimonianze di chi custodisce in sé la volontà di sublimare in ogni elemento raffigurato la meraviglia del confronto tra materia e pensiero, coinvolgendo nel dialogo chiunque si approcci alle opere di Alessandro Lazzer.
Monia Pin
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La mostra, curata da Giovanna Carlot, è visitabile fino al 10 ottobre 2026 presso la Sala Mostre di Villa Frova, in piazza San Marco a Stevenà di Caneva.
Orari : Lunedì-Venerdì 15.00-18:30.
Sabato 9.00-13:00 e 15:00-18:30
Domenica : 15:00 – 18:00



