(VIDEO) Da solo verso Madrid, tra libertà e incontri
Ad agosto avevamo raccontato la partenza di Marco Breda, diretto in bicicletta a Madrid. Ora, al suo rientro, ci racconta com’è andata quella lunga esperienza in solitaria.
Marco aveva scelto di pedalare verso Ovest senza fissare tappe prestabilite, così da poter decidere dove sostare. Il percorso ciclistico era stato preparato tenendo conto anche della presenza dei campeggi, ma senza trasformare il viaggio in un programma rigido.
«Non avendo prenotato potevo valutare giorno per giorno dove fermarmi. Avevo con me la mia tenda e questo mi dava molta più libertà, anche mentalmente».
La tenda, del peso di 1,7 chilogrammi, è stata utilizzata nella maggior parte delle notti. Quest’estate, quando i campeggi erano al completo, Marco cercava una soluzione alternativa: qualche volta è bastato spostarsi di una ventina di chilometri per trovare il posto. A Vercelli, nella zona delle risaie, ha invece scelto di fermarsi in hotel.
Le giornate prevedevano mediamente 100-120 chilometri in bicicletta. Negli ultimi giorni, quando la stanchezza cominciava a farsi sentire, le tappe si sono accorciate fino a una sessantina di chilometri, in base alle sue condizioni fisiche.
Lungo il percorso non sono mancati gli incontri significativi.
In Brianza, una sosta casuale in un bar si è trasformata in un piccolo momento di festa. Due anziani ciclisti erano fermi nel locale e, quando Marco ha raccontato la sua destinazione e il progetto del viaggio, il gestore lo ha accolto con particolare entusiasmo. Dopo la sua partenza, i presenti hanno continuato a seguire il viaggio attraverso la sua pagina Instagram.
In Francia, un ciclista italiano incontrato lungo la strada gli ha offerto per una notte un posto nel proprio camper. I due hanno pedalato insieme per un tratto, permettendo a Marco di scoprire in compagnia alcuni dei paesaggi della Provenza.

Per molte ore, invece, ha pedalato nel silenzio di grandi spazi: nei Pirenei occidentali, lungo alcune stradine poco frequentate, e nella Meseta spagnola.
«Pedalando da solo hai meno distrazioni e sei più a contatto con la natura, con i tuoi pensieri. Ma la sera cercavo spesso il dialogo con gli abitanti del posto, perché avevo bisogno di parlare con qualcuno».
Le serate e le cene diventavano così occasioni per conoscere le persone del luogo e scambiare qualche parola.
Per fortuna, durante il percorso, non ha avuto problemi tecnici o meccanici.
Un viaggio di oltre duemila chilometri ha richiesto anche un notevole impegno fisico. Marco era allenato, ma alcune salite si sono rivelate particolarmente impegnative, soprattutto con circa 20 chilogrammi di bagaglio sulla bicicletta.
I 40 chilometri di salita da Pinerolo al Sestriere hanno richiesto impegno e determinazione, così come il passaggio sul Monginevro, con oltre 2.000 metri di dislivello.
Dopo aver attraversato i Pirenei, Marco ha proseguito verso Madrid, concedendosi una pausa in un ostello a Sigüenza prima di affrontare gli ultimi chilometri.
«All’inizio ero preoccupato perché era la mia prima esperienza in solitaria e c’erano salite che non conoscevo. In due, a volte, ci si aiuta. Alla fine, però, sono arrivato a Madrid stanco, ma soddisfatto di aver tenuto fisicamente e psicologicamente per tre settimane».
A Madrid, Marco si è poi fermato ancora una settimana ospite di amici, dedicandosi alla scoperta della capitale spagnola.
