Ecclesiam felicem: una casa con la porta sempre aperta
Le parole di Ildegarda di Bingen[1]
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen
Ecclesiam felicem. Due parole latine che, a pronunciarle piano, hanno il suono caldo di una promessa. Se chiudiamo gli occhi, non evocano grandi navate d’ombra o pietre fredde, ma un’esplosione di festa: immaginate una moltitudine di palloncini colorati che salgono insieme nel cielo, senza chiedersi da dove vengano, felici solo di volare nello stesso azzurro.
Siamo abituati a pensare alle cose dello spirito con toni severi, eppure l’origine di questa avventura è una gioia pura, quasi bambina. L’eccelsia felice per Ildegarda di Bingen è proprio questo: una tavola apparecchiata dove c’è posto per tutti, per ogni lingua, razza, popolo e nazione. È il luogo in cui le diversità non si scontrano, ma fanno musica, come gli invitati a una festa di compleanno dove nessuno è straniero e ogni storia è un regalo da scartare.
Attorno a questa tavola, il tempo smette di correre affannato e comincia a girare come una giostra di luce. Gira piano, illumina i volti, riflette i bicchieri alzati per un brindisi e trasforma la vita quotidiana in una danza leggera. Qui la maternità del grembo divino si rivela per quello che è veramente: un atto di pura freschezza, una sorgente che genera figli senza mai stancarsi né consumarsi, con la semplicità trasparente dello Spirito.
In un mondo che spesso si dimentica di sorridere, riscoprire la comunità come dimora felice è la rivoluzione più bella. Non una struttura da difendere, ma un abbraccio vivo che custodisce la vita e la celebra in ogni sua forma.
E quando la festa sembra farsi più intima, quando la giostra rallenta e lascia spazio al meravigliare puro, vale la pena far risuonare la voce profetica e luminosa di Ildegarda, lasciando che sia lei a dirci l’ultima parola:
«E così la Chiesa è felice madre dei credenti ( sic et ecclesiam felicem matrem credentium).»[1]
Fr. Alberto Maria Osenga
Monastero « SS. Trinità », Dumenza (VA)
[1] Hildegardis Bingensis, Scivias, ed. A. Führkötter – A. Carlevaris, Turnholti 1978 (CCCM, 43), p. 142, righe 303-310. Per la traduzione italiana parziale cfr. Scivias. Il nuovo cielo e la nuova terra, a cura di G. Della Croce, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2002; cfr. anche A.M. Sciacca, Ildegarda di Bingen. Visioni, Castelvecchi, Roma 2016
