NATURA, UMANITA’, TECNOLOGIA. TRA SFIDA E DUBBIO UNA LUCE: LA SACRALITA’ INVIOLABILE DELLA VITA
Scrivo questo articolo mentre cammino lungo un torrente, il vento si è alzato d’impeto e ha distolto la mia mente dal brusio di mille pensieri. Sono scomparsi così rapidamente da non lasciare neppure un’ombra della loro chiassosa presenza, e mi ritrovo ad ascoltare la musica scritta in parte dal silenzio dirompente di una domenica afosa e dal borbottio dell’acqua, suggerendomi frasi di una serenità disarmante, mentre i miei passi calpestavano il sentiero ghiaioso. Recupero i consigli tra lo stormire delle foglie, faccio mio ogni consiglio che viene dalla magia dei riflessi che trattengono per pochi istanti l’incantesimo di una poesia stesa sull’acqua impetuosa e sento dentro quel potente desiderio di scrivere, un’energia che a mano a mano emerge dall’abisso di una parte di me, quella che ancora crede nelle cose più semplici e vere e nel potere che avranno nel cambiare dal basso le nostre vite, imprimendo un’inattesa speranza che darà la direzione alla nostra società.
Sembrerà una banalità, ma penso che la ricerca e la comprensione profonda della bellezza sarà la sfida del futuro, il baluardo che segnerà il confine tra un mondo che sta inevitabilmente finendo ed uno che rinasce dalle ceneri del primo ormai destinato alla scomparsa, un concetto che si incarna nel desiderio sempre più pressante di ritornare all’origine per ricostruire una società che metta l’essere umano e la sua dimensione sacra al centro. Ci sarà una nuova base di partenza per un rinascimento totale, dove il materialismo lascerà il posto alla creatività, al talento, ai sentimenti, vivendo appieno la sua vita e realizzandola completamente in ogni suo aspetto.
Certo, dovremmo fare i conti con la tecnologia, l’IA ormai sta spopolando in vari settori. Non ho le competenze per giudicare, ma come ogni scoperta avrà i suoi pro e i suoi contro. Potrà aiutare e sostenere la ricerca, lo studio e magari facilitare la soluzione di alcuni gravi problemi, come in campo medico e scientifico, ma non potrà mai sostituire l’essere umano perché priva di coscienza, di un’anima e incapace di provare sensazioni che solo noi, per natura e grazie allo spirito, possiamo sperimentare e tradurre nelle varie forme artistiche, manifestando la nostra essenza con la creatività.
Pensiamo anche solo alla gioia e al piacere di dialogare tra persone, lontane da uno schermo e una di fronte all’altra, guardandoci negli occhi. Le videoconferenze certo possono essere un valido aiuto nel caso di riunioni urgenti ostacolate dalla distanza, ma le persone hanno bisogno di vedersi, dialogare, confrontarsi, esponendo le proprie idee in modo diretto, chiaro, in un’atmosfera di complicità e umanità che la tecnologia non può fornire.
Non la demonizzo, sia chiaro, ma dobbiamo tenere conto che il contatto umano deve essere sempre la prima scelta e la priorità, soprattutto per le nuove generazioni.
Ho modo di vederli i bambini, mentre giocano, fanno i compiti o si confidano i primi segreti adolescenziali. Non sono cambiati quando li lasciamo vivere la loro infanzia e adolescenza se sono lontani da tablet, smartphone e pc, sono spontanei e vivaci, alcuni troppo è vero, ma dimostrano di avere in sé ancora l’entusiasmo e la voglia di scoprire il mondo come l’avevamo noi. Non tutti sono come quelli dei fatti recentemente accaduti, e non entro in merito a colpe e responsabilità, mi auguro solo che siano liberi, come lo siamo stati noi, di vivere la loro giovinezza seppure con regole ben definite che li aiutino a trovare una strada nella vita.
Sembra che sia passata di palo in frasca ma non è così. Ormai tutto è concatenato e in questo marasma di informazioni, a volte enfatizzate per fare notizia, vorrei dire che c’è del buono e del bello, ma soprattutto del bene.
Dobbiamo ritrovare noi stessi, i valori etici del passato che abbiamo recluso nei cassetti della memoria e che oggi, più che mai, possono aiutare noi e le nuove generazioni, ad affrontare le sfide che ci attendono. Nel vorticoso crescere del consumismo e nella frenesia di un’esistenza giunta ormai ai limiti di ogni umana sopportazione, va ritrovato il contatto con la natura, un legame ancestrale che nei secoli dettava ritmi di vita e di lavoro, di riposo e di rinascita ma che progressivamente si è progressivamente affievolito a favore del tutto e subito.
Anche il tempo libero meriterebbe maggior considerazione e qualcosa sta cambiando : viene dato maggior spazio alla famiglia, agli affetti, , al relax, alle proprie passioni, c’è un progressivo ritorno alle attività all’aria aperta, la propensione all’incontro con gli altri, riassaporando il gusto di essere comunità, una ricerca di quel contatto con la natura che finalmente viene apprezzata e rivalutata anche per il benessere psicofisico e spirituale. Molti stanno rivendendo il concetto di “divertimento” e “vacanza” come occasione di stare insieme e magari fare uso del tempo per dare voce alla creatività.
Forse sono una sognatrice, di quelle che si sono soffermate a guardare un’alba sulle sponde di un lago e hanno pensato che la gioia provata in quell’istante potesse esistere per sempre, una donna che ha osservato un cielo stellato nel buio di un bosco e sì è convinta di tenere quei luccichii nitidi e puri degli astri per sempre negli occhi, anche quando sarebbero scese le lacrime, una persona che ha creduto in un’amicizia sincera ed in essa ha trovato approdo quando si sentiva alla deriva. Eppure è stato proprio così. La bellezza ha molti volti e tante voci, ha diverse sfumature ed è un balsamo per ogni ferita, è lei l’artefice dell’amore vero che risana, è l’essenza duratura che impregna il cuore. Ecco tutte queste perle di saggezza vengono della natura e dalle anime che incontriamo, ed è con esse che noi dobbiamo proseguire sul sentiero della nostra meravigliosa vita.
In quest’era dove la tecnologia corre e gli scenari geopolitici cambiano di momento in momento, la verità e il bello troveranno sempre il modo di trionfare grazie al fuoco dello spirito, anche nei periodi più bui, essi illumineranno il nostro percorso terreno, così com’è previsto fin dal principio della nostra esistenza. Scopriremo il desiderio di essere autentici, di mostrarci per quel che siamo, unici, e di cercare la coerenza e la genuinità. Metteremo in discussione noi stessi ed il rapporto con gli altri, il mondo degli algoritmi e la convivenza con una nuova tecnologia ancora poco conosciuta, il concetto di materialismo e la realtà sensibile e trascendentale. Ogni cosa dovrà convivere con l’altra, senza che nulla debordi dai propri limiti. Non sembra facile certo, ma nulla è impossibile e abbiamo in noi il potere di armonizzare ogni cosa.
Ci sarà di certo qualche passaggio arduo e in salita, ma nascerà una nuova visione di concepire la vita e la comprensione del suo profondo significato, ben lontano da numeri e codici, ma assolutamente inscindibile dal valore sacro che essa stessa incarna fin dal nostro primo respiro.
Monia Pin
