La solidarietà che salverà il mondo: la gita “regalata” all’ISISS Cerletti di Conegliano
All’istituto enologico Cerletti di Conegliano, in provincia di Treviso, un gesto semplice ha dimostrato come, a volte, possano essere le piccole cose a fare una grande differenza: un gruppo di studenti ha trasformato una difficoltà reale in un’occasione di cura reciproca. Un ragazzo di quinta superiore rischiava di non poter partecipare alla tradizionale gita di fine anno, che porterà la classe in Sicilia, per difficoltà nel coprire la spesa economica. In un contesto dove la partecipazione a un’esperienza formativa simile è spesso data per scontata, questa situazione avrebbe potuto generare esclusione, imbarazzo e senso di inadeguatezza, nonché portare alla privazione di un’importante, e irripetibile, occasione per creare ricordi da portarsi nel cuore una vita intera.
Ed è qui che intervengono i compagni di classe che, senza grandi proclami, decidono di prendere in mano la questione: in comune accordo, mettono insieme una colletta, “finanziata” da piccole rinunce a spese personali (una paghetta, un’uscita o una pizza con gli amici) pur di raggiungere la cifra necessaria. Alla fine, grazie a quel gesto collettivo, il ragazzo ha potuto iscriversi in gita con tutti gli altri.
L’insegnante di italiano e storia della classe, Annamaria Citino, racconta con una certa emozione che la decisione della classe è nata spontaneamente, senza suggerimenti o imposizioni da adulti. Gli studenti le hanno condiviso l’intenzione di compiere il gesto quando ormai era cosa decisa, e la busta contenente il denaro raccolto è stata consegnata allo studente poco prima di Natale. Come è ragionevole aspettarsi di fronte ad un simile gesto di gentilezza inaspettata e gratuita, la ricezione della stessa è stata accolta da commozione e gratitudine, nonostante il tentativo della classe di sminuire, nel miglior senso del termine, il gesto, presentandolo come un semplice regalo (il giovane era prossimo al compimento dei 18 anni).

L’Enologico Cerletti non è estraneo a simili episodi di gentilezza: sono attive da anni diverse iniziative per educare a questa virtù, tanto che nei corridoi della scuola è affisso un “decalogo della gentilezza” e che la scuola stessa è tra le dieci scuole più gentili d’Italia secondo “The Bright Side”, associazione che, tra le varie iniziative, propone l’Annuario delle storie gentili.
Eppure, questa Redazione crede che la bellezza di questo gesto non sia confinata al significato che ha avuto per il singolo ragazzo e la comunità scolastica: crede bensì che si espanda ben oltre e lanci un chiaro messaggio di positività che conferma qualcosa di infinita importanza. Tanto viene detto sull’attuale generazione di giovani, troppo spesso dipinti come svogliati, viziati, violenti. Noi siamo convinti invece che in questi giovani, cresciuti nell’incertezza di un mondo che subisce mutazioni rapide e brutali, in cui il futuro appare incerto e le prospettive talvolta bieche, sia insita la resilienza di chi, stanco dello status quo, è pronto a lottare per riconquistare e promuovere le virtù nel mondo. Diamogli tempo, diamogli speranza, diamogli responsabilità. Piccoli gesti come quello riportato in questo breve articolo sono tutto fuorché “piccoli gesti”: sono le fondamenta necessarie per creare il substrato culturale che potrà, un giorno, promuovere queste buone azioni nel macrocontesto. Perché per rinnovare un edificio si parte dalle basi strutturali, non dalle facciate. Rallegriamoci di questo, e diamo spazio a chi, sazio di sconforto, non può che avere fame di bene.
