RENCONTRES MUSICALES: Intervista Esclusiva col direttore artistico Paolo Tagliamento
Dal 28 aprile al 3 maggio, a Conegliano in provincia di Treviso, avrà luogo la prima edizione di Rencontres Musicales – Festival Internazionale di Musica da Camera.
I luoghi carichi di storia della città e dei dintorni accoglieranno così una manifestazione internazionale che mira a promuovere la condivisione di conoscenza e talento attraverso la musica. Rencontres Musicales nasce grazie all’idea del violinista Paolo Tagliamento, direttore artistico del festival e musicista di fama internazionale. Nato a Conegliano, inizia a suonare il violino da piccolissimo, cosa che con il tempo lo porta a viaggiare in tutto il mondo per condividere il suo talento. Nonostante ciò, Tagliamento ha recentemente scelto la città che lo ha fatto innamorare della musica come sede per il suo progetto educativo di incontri, portando le sue conoscenze internazionali a disposizione della comunità di Conegliano e dintorni.

Buongiorno Paolo. Noi di Qual Buon Vento vorremmo innanzitutto ringraziarla per aver accettato l’intervista. Riteniamo che Rencontres Musicales sia un’iniziativa importante per la città di Conegliano e dintorni, siamo quindi felici che abbia scelto questa città per sviluppare la sua iniziativa. Come prima domanda vorrei chiederle: com’è nata l’idea del festival Rencontres Musicales e quali sono state le tempistiche del suo sviluppo?
Buongiorno a lei, e grazie per esservi interessati a questo progetto. Questa è la primissima edizione del festival, l’iniziativa dunque si è sviluppata in tempi recenti e come ogni festival ha dovuto superare tutti i processi burocratici che l’hanno reso possibile. Nonostante ciò si tratta di un’idea nata da una tradizione europea preesistente in altri paesi – come Francia e Svizzera.
Rencontres Musicales richiama le modalità dei festival di musica da camera in cui i musicisti, seduti insieme, scambiano idee ed opinioni mentre suonano in gruppo. Proprio per la natura raccolta della musica da camera – per cui viene talvolta anche chiamata musica da salotto – è importante che si creino ambienti di condivisione che promuovano un legame prima di tutto tra i musicisti stessi, e certamente anche tra musicisti e pubblico.
Anche se la musica da camera è nata con l’idea di essere suonata in ambienti dalle dimensioni modeste, Rencontres Musicales porterà la sua musica sul palco di ambienti dalle dimensioni che potranno accogliere tutti coloro che saranno interessati.
Il contatto diretto è importantissimo come strumento di condivisione delle emozioni.
La dimensione più inclusiva e meno accademica del festival credo sia una parte fondamentale del progetto, dal momento che spesso le occasioni per avvicinarsi al mondo della musica da camera sono poche e vanno ricercate attivamente.
Ho infatti avuto modo di leggere nel comunicato stampa che i professionisti invitati provengono dai diversi contesti. Per quanto riguarda invece gli studenti, come sono stati invitati a partecipare a questa prima edizione?
I professionisti che abbiamo chiamato a partecipare per tenere dei seminari sono conosciuti a livello internazionale ed è un onore averli con noi. Per quanto riguarda gli studenti: sono stati chiamati studenti di istituti e scuole musicali – tra cui è anche molto importante la collaborazione del conservatorio Tartini di Trieste, dal grande profi lo internazionale. Tuttavia, non si tratterà di un’iniziativa riservata solo ai più esperti, infatti tutti gli appassionati saranno i benvenuti.
Questo è sicuramente molto importante. È bello che nel comune di Conegliano arrivi un’iniziativa dal respiro internazionale e che allo stesso tempo che porti avanti la tradizione, tra appassionati e persone che si avvicinano a questo mondo per la prima volta.
Per quanto riguarda le attività proposte: nel comunicato stampa è stata comunicata la scelta di, qui cito: opere di Haydn, Schubert, Mozart, Dvořák e Brahms, accostate a pagine di Grieg e Boccherini, in modo da creare un itinerario che racconti l’evoluzione del linguaggio cameristico tra Vienna e l’Europa del XIX secolo.
Nel programma si parla inoltre del desiderio di portare la discussione su aspetti tecnici e interpretativi del repertorio proposto, adatto sia a meno esperti che ad appassionati. Vorrei quindi chiedere se, nella selezione dei pezzi presentati, ci sia un tema o fil rouge più specifico che accompagnerà i partecipanti nel corso della settimana.
Certo, gli incontri che si svolgeranno durante la settimana sottoporranno ai partecipanti brani musicali che attraverseranno barocco, classicismo e romanticismo, seguendo un crescendo di formazioni – a partire dal duo fi no ad arrivare al sestetto per archi. La scelta delle musiche vuole portare all’attenzione capolavori nella storia della musica da camera. La selezione musicale avrà sia lo scopo di evidenziare l’unicità dei singoli pezzi, sia l’obiettivo di seguire lo sviluppo del genere della musica da camera del XIX secolo attraverso i suoi cambiamenti.
Sembra indubbiamente un approccio molto interessante e sicuramente gli studenti trarranno beneficio da questa esperienza intensiva nella musica da camera.
Ora, visto che il nostro tempo a disposizione sta terminando come ultima domanda vorrei chiederle: che cosa vuole che rimanga ai partecipanti del festival? Che siano questi studenti, professionisti o ascoltatori? E quali sono le prospettive future del festival?
La speranza è che il festival possa continuare in futuro perché propone al pubblico qualcosa di diverso dalla vita quotidiana, cercando anche di offrire qualche attimo di distensione in momenti diffi cili e frenetici come i nostri tempi.
Il fatto che si tratti di incontri – parola che si trova anche nel nome del festival – sottolinea come ci sia il desiderio di generare un contesto diverso dai soliti ambienti accademici e che permetta dunque la creazione di nuove amicizie e allo stesso tempo l’apprendimento di qualcosa di nuovo.
Spero che il festival possa trasmettere l’amore per la grande musica, sensazioni di felicità, di gioia e bei ricordi. Tutto questo accrescendo le conoscenze di ognuno e lasciando campo libero alle emozioni, perché lo scopo della musica è quello di emozionare e rendere la vita più gradevole ed elevare l’animo.
Grazie Paolo, è stato un piacere parlarle. Le auguro a nome di Qual Buon Vento che vada tutto bene durante il festival e che ce ne possano essere molti altri a seguire.
Grazie a voi, è stato un piacere.
Con queste belle parole vogliamo invitare anche voi lettori a scoprire la musica ogni giorno un po’ di più, ma soprattutto vi invitiamo a fare tesoro dei momenti di incontro e condivisione, che sono sempre più rari nella nostra società, ma che trovano spazio in iniziative speciali come Rencontres Musicales.

