Il vino secondo Fondazione Benetton: storia vivente di un territorio
Il vino non è solo ciò che si versa in un calice, è storia impressa nel suolo, evoluzione sociale e, oggi più che mai, architettura capace di farsi manifesto di un territorio. Attorno a questa profonda sinergia nasce “Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura”, la nuova mostra ospitata a Ca’ Scarpa (Treviso) dal 23 maggio al 2 agosto 2026. Organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso, l’esposizione traccia un ritratto potente del legame indissolubile tra la coltura della vite e l’identità del paesaggio.
L’evento si apre ufficialmente venerdì 22 maggio alle ore 18, ma il territorio e i suoi protagonisti si prenderanno la scena già alle ore 15 a Palazzo Bomben. Qui, la tavola rotonda “La rivalsa del vino” metterà a confronto esperti, storici e scienziati per indagare i futuri scenari del settore, con interventi di figure come Fabio Piccoli, Diego Tomasi e Attilio Scienza.
Il focus della mostra vibra di una forte appartenenza locale, indagando le metamorfosi delle aree geografiche più vicine. La prima sezione storico-geografica, curata da Massimo Rossi, accende i riflettori sulle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (Unesco dal 2019), in particolare su San Pietro di Barbozza e Colbertaldo. Attraverso mappe napoleoniche del 1812 rielaborate e video-comparazioni con foto aeree del 2025, si svela la transizione da una secolare coltura promiscua alla monocoltura vitivinicola del secolo scorso. Ma il racconto non è solo contemplativo: la sezione curata da J.K. Mauro Pierconti dà voce a chi la terra la vive e la studia. Enologi, agronomi e produttori del Prosecco Superiore DOCG testimoniano la sfida odierna della bio-sostenibilità naturale, come l’antico “sovescio”, per preservare la biodiversità. Lo sguardo si sposta, poi, sul versante veneto del Lago di Garda nella sezione curata da Filippo Bricolo, che attraverso disegni e trattati analizza la relazione fisica tra la cantina e il progetto architettonico. La mostra compie infine un allargamento prospettico, salendo i piani di Ca’ Scarpa, fino alla sezione “Sette architetture radicate” (curata da Francesca Chiorino e Roberto Bosi), che presenta sette cantine d’autore realizzate nel mondo da firme del calibro di Foster+Partners, Herzog & de Meuron e Álvaro Siza Vieira. Anche la genesi stessa dell’allestimento è un tributo al territorio: se Bricolo cura la sua sezione, il resto del percorso è firmato da Kopio Office + Bovo, un team di architetti under 35 della provincia di Treviso selezionato tramite bando. Il loro allestimento si connette alla terra usando materiali reali delle vigne, offrendo un ulteriore livello di lettura tattile e visiva. Oltre alla giornata inaugurale, nei mesi successivi la mostra sarà animata da cinque incontri di approfondimento con piccole degustazioni finali. L’ingresso è libero, gli orari sono venerdì 15–19; sabato e domenica 10–13 e 15–19, la scheda dell’evento e ogni altra informazione sono disponibili al link https://fbsr.it/evento/culture-e-paesaggi-del-vino/.

