La meraviglia apre la via al Mistero, alla scoperta della Verità che accende d’amore la Vita
Quanto siamo ancora capaci di meravigliarci? I nostri occhi sanno ancora trasmettere al cuore quell’energia sublime e così forte da imprimere la sua forza inesauribile per aprirci le porte verso il mistero? E sappiamo ancora amarlo questo mistero o lo consideriamo qualcosa di inutile, frutto della fantasia di qualche pensatore bizzarro? Esso vive in noi, la nostra vita stessa lo dimostra in ogni istante, tutto sussurra la potenza del suo essere fonte del miracolo della vita.
Come è noto la parola mistero deriva dal greco “mysterion” e indicava qualcosa scaturito dalla spiritualità, dalla fede, un evento arcano che celava segreti riservati solo agli iniziati. Ma forse, non siamo tutti noi degli iniziati? E chi ci impedisce di cercare nei piccoli eventi del nostro quotidiano la chiave per sentire la forza di questa Verità che dimora in noi e nell’intero universo?
Uno dei mezzi per approcciarsi a questo Segreto è, secondo me, la Meraviglia. La scrivo con la maiuscola perché in un mondo che si basa su momenti effimeri e sentimenti fugaci, dove i social sembrano comprimere il tempo prezioso delle nostre esistenze, anime sensibili si muovono nella direzione del bello, gettando i semi di una nuova umanità, connessa al mondo visibile e invisibile, orientandosi verso un ritrovato senso di comunità.
In questo uno si chiederà cosa c’entri la meraviglia! Essa ha un ruolo fondamentale per riacquistare la purezza di quel rapporto ancestrale con la natura che ci porta a rivalutare anche i rapporti con il mondo interiore ed esteriore. Con la mia speranza innata (non ottimismo ma la “spes” come virtù teologale) mi immagino un nuovo mondo dove ci lasceremo sopraffare dalla bellezza di un paesaggio e dalla raffinatezza di un fiore che inaugura la primavera. Ci farebbe un gran bene lasciare da parte pensieri ricorrenti che bruciano le nostre energie inutilmente e lasciarci trasportare da quella innocenza che albergava nelle giornate briose della nostra infanzia; ci spingeva a porci domande, a cercare risposte. e partire per il viaggio più bello che possiamo compiere: la nostra vita. E’ come se percorressimo la via che porta al centro di un labirinto dove scopriamo la nostra vera natura, tornando all’origine. Nelle frazioni di tempo che intercorrono tra respiri e palpiti, così ben coordinati, abitiamo una dimensione parallela, nella quale apparteniamo a quel Tutto che parla la lingua della bellezza e si fa intendere con i toni leggeri di una grazia che delinea gli ineffabili disegni divini.
Il mio sembrerà ottimismo, ma non lo è! Mi ispiro più alla teleologia che tra i suoi primi esponenti vide Platone, il quale affermava l’esistenza di un’intelligenza “coordinatrice” che “governa ogni singola cosa e tutta la realtà indirizzandola “nel modo migliore”.
Accogliamo l’insegnamento silenzioso dell’incredulità di uno sguardo aperto e vivace che, nel suo rimanere per un istante in bilico, ci aiuta a ritrovare l’equilibrio spalancando le porte all’amore assoluto che suscita un istante di stupore. Esso sarà in grado con la sua luce di guidarci verso quelle piccole verità che portano l’immenso nella quotidianità, diradando una volta per tutte quelle tenebre che impediscono agli occhi di poter vedere una fiorente speranza di rinascita; la stessa che ha consentito all’umanità di conoscere ed evolversi sotto ogni aspetto.
Questo amore per la meraviglia è il lume dell’ispirazione che mi ha spinta a riprendere la penna e a ricominciare a scrivere, innescando un cambio di prospettiva e divenendo la mia guida fedele. Il suo potere straordinario ci farà cogliere ovunque gli innumerevoli prodigi che di concerto plasmano l’intero Creato. Come Platone mi appello a quell’”intelligenza superiore” che ci indirizza “verso un mondo migliore”.
La poesia gioca un ruolo sostanziale in questo rendersi conto dell’unicità della vita! Guardate il luccichio di un cristallo di brina nelle fredde mattine invernali oppure un’alba che si sofferma una frazione di secondo davanti ai nostri occhi estasiati, tutto è meraviglia! In quel mentre la mia mano afferra la penna per attingere al silenzio che ne segue, un attimo senza tempo né spazio, l’abisso da dove sgorgano le parole suggerite da quel flusso immane di armonia che profuma le nostre vite di una sacralità quasi dimenticata.
Come diceva G.K .Chesterton “Il nostro mondo non morirà per mancanza di meraviglia, ma unicamente per la mancanza del desiderio di meravigliarsi”. (cit.)
Monia Pin


