Magnum consilium: un parlamento d’amore
Le parole di Ildegarda di Bingen[1]
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen
«[…] ma Dio, nel suo grande consiglio, guardò in sé stesso, discernendo in quale modo giustificare l’uomo che era andato perduto. Il grande consiglio di Dio è infatti tale che nessuna creatura lo ha mai penetrato. In quello stesso consiglio Dio stabilì che il suo Figlio nascesse dalla Vergine per redimere l’uomo; e a questo consiglio nessuno poté opporsi»[1].
Di fronte alla tragedia dell’uomo si perde, si allontana, si ferisce, Dio non guarda l’uomo con rabbia, né cerca soluzioni esterne: guarda dentro sé stesso. Ildegarda di Bingen ci porta in questo passaggio alla scoperta di un meraviglioso mistero: il Parlamento d’amore che si trova in Dio. Nel cercare di esplicitare il mistero della Trinità come relazione, Ildegarda guarda a un concilio, ad una riunione in cui ciascuno pensa ogni bene dell’altro, lo ama, la ringrazia e agisce donandosi nella gratuità, cercando di rendere possibile un dono sempre più grande. La grande profetessa di Germania contempla questo mistero con occhio purissimo, con sguardo di vera contemplazione, leggendo ogni decisione di Dio come un momento democratico, come armonia perfetta di volontà, come luminoso rispetto della diversità. Ogni cosa è orientata a permettere all’altro di scoprirsi e fiorire pienamente. Ammetto che, leggendo questo passaggio di Ildegarda sul Grande Consiglio di Dio, mi è venuto come un brivido e un sospiro. Guardare a quel mistero in cui nulla è improvvisato, ma voluto, pensato, amato e tutto questo per cercare di giustificare l’altro e darli spazio per dimostrare quanto è buono e quanto è predisposto al bene! Sono cosa da non credere!
Entrare in queste stanze segretissime, dove solo Dio abita e su cui gli angeli aspirano a posare lo sguardo, è un privilegio altissimo. Queste stanze sono custodite meglio che qualunque palazzo reale, meglio che qualunque camere eppure Ildegarda condivide con noi questo privilegio, proprio quando nemmeno gli angeli più alti possono penetrare o comprendere appieno questo mistero.
Passiamo così anche noi con lei superare ogni security è avvicinarci a questa sala delle grandi decisioni, dei grandi progetti, dei sogni più impensabili.
Ildegarda chiude il testo con una nota maestosa certezza: “nessuno poté opporsi a questo consiglio”. L’amore deciso in quelle stanze sarà destinato a vincere, perché ogni creatura cercherà in qualche modo di collaborare al suo trionfo!
Fr. Alberto Maria Osenga
Monastero « SS. Trinità », Dumenza (VA)
[1] Hildegardis Bingensis, Liber Vitae Meritorum, ed. A. Carlevaris, Turnhout 1995 (CCCM, 90), I, CXVIII, p. 63, righe 1814-1819. Trad. it. Come per lucido specchio. Il libro dei meriti di vita, a cura di L. Ghiringhelli, Mimesis, Milano 1998.

