Sole, sentieri e birra artigianale: l’estate ha un nuovo sapore sul Pizzoc
In una splendida mattinata d’estate siamo saliti sul Monte Pizzoc, il cui nome, secondo alcuni, significa “piccola punta”, per incontrare il nuovo gestore del rifugio “Città di Vittorio Veneto”. Prima di giungere al rifugio, ci siamo fermati al vicino Piazzale della Pace, oggi adibito a belvedere. Proprio lì, a quota 1565 metri, nel 2000 è stato collocato un altare e una grande croce visibile dalla pianura. Durante la “guerra fredda”, questa vetta ospitava una base militare radar; oggi è invece un luogo di pace e contemplazione, ideale per sostare in silenzio, immersi nella natura e nella bellezza che ci circonda.

Il rifugio Città di Vittorio Veneto ha una storia interessante: negli anni ’50 ospitava le maestranze della cava di carbonato di calcio. Ancora oggi sono visibili i piloni della vecchia teleferica che trasportava il materiale al cementificio Italcementi di Vittorio Veneto.
Fino all’anno scorso, il rifugio è stato gestito con passione dalla famiglia Covre, che lo ha tenuto aperto per sei anni. Da quest’anno, la gestione è passata alla società agricola Il Luppolo Verde di Budoia, vincitrice del bando promosso dal Comune di Fregona.
A raccontarci questa nuova avventura è il mastro birraio Federico Comel, che, nonostante la giornata intensa e il via vai di clienti, si concede volentieri una pausa insieme a noi. “Abbiamo partecipato e vinto il bando del Comune di Fregona, e ho deciso di affrontare questa nuova sfida quassù in montagna. Una sfida impegnativa, ma entusiasmante.”
Il rifugio è dotato di un impianto fotovoltaico, indispensabile per alimentare sia la struttura che il ponte radio, oltre a un generatore di supporto. L’approvvigionamento idrico, a 1547 metri di quota, resta una delle difficoltà principali: per questo c’è una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e un’altra per l’acqua potabile, che viene rifornita periodicamente.»
Dopo un inizio impegnativo, Federico si dice soddisfatto: “Gestisco il rifugio continuando anche la nostra attività in pianura, tra Budoia e Polcenigo, dove coltiviamo circa due ettari di luppolo. Il Triveneto è terra di vino, non di luppolo, ma siamo stati tra i primi in Italia a credere nella produzione di birra agricola e artigianale. Coltiviamo quattro varietà: Cascade, Chinook, Brewer’s Gold, Vanguard, e anche dell’orzo.”
Una delle grandi novità dell’estate è proprio questa: i visitatori possono ora gustare, accanto a piatti semplici e dolci fatti in casa, le birre artigianali prodotte dalla stessa azienda agricola. Un’occasione per conoscere e valorizzare il territorio anche attraverso il gusto.
“La presenza di visitatori sul Pizzoc è fortemente influenzata dal meteo: nelle belle giornate la cima si anima. Il rifugio dispone di 25 camere ed è aperto tutti i giorni fino a settembre. In programma abbiamo anche eventi musicali al tramonto, aggiornati regolarmente sulla nostra pagina social. Nei mesi di ottobre e novembre, invece, resteremo aperti nei fine settimana.”
E se amate le camminate, sappiate che il Pizzoc è un vero crocevia di sentieri: panoramici, freschi e immersi nella natura.
Federico conclude con un consiglio pratico:
“Consigliamo sempre di prenotare, sia per pernottare che per pranzare o cenare, soprattutto nei fine settimana. Basta chiamare il numero 0438 1451035.”




