SOTTO GLI OCCHI…. MA INESISTENTI
Tracce di quotidianità
Quante volte ci è capitato di stare tra familiari ed amici e sentirci inesistenti, anche tra la folla può capitare. Beh, è un’esperienza che quotidianamente qualcuno vive.
Ugualmente capita alle cose: a volte le cerchiamo e non le vediamo, anche se sono così vicine che vi inciampiamo!
Capita sempre con la natura: è anonima al nostro sguardo, e perciò inesistente!
Quello che definiamo “prato” è semplicemente “una distesa indifferenziata di vegetali”, di cui forse a malapena scorgiamo qualche sfumatura al cambio di stagione, qualche linea interrotta se appena aleggia un filo d’aria. Ma di quella vita[1] che lo anima restiamo “ignoranti”, anche dei benefici[2] che ne possiamo trarre.
Si, ci accorgiamo delle formiche pronte a rubarci il panino posto sopra il telo da picnic, o golose della bibita appoggiata al tronco di un albero in una sosta della nostra corsa quotidiana. Senz’altro non ci sfugge il passaggio di qualche animale se non altro dagli escrementi che lascia. Ma del resto?
Che ne sappiamo di questo scrigno di biodiversità? Di quella “rete alimentare complessa” che chiamiamo “prato” che ne sappiamo? Un vero e proprio glossario di botanica, un catalogo di vegetali, una raccolta di forme, una tavolozza di tonalità.
Come novelli Sherlock Holmes muniamoci di una lente d’ingrandimento, di un quaderno, di una matita o di un cellulare per registrare, e magari fotografare … e andiamo. Non serve allontanarci troppo, basta uscire, in una giornata di sole. Sarà un’immersione che durerà poco, forse, dipende dalle dimensioni del territorio da esplorare e dal tempo che ci vogliamo dedicare. Anche solo venti minuti creeranno una relazione così intensa con la natura che sarà sufficiente a farci scoprire un mondo che non “vedevamo”. E se poi torneremo ne avremo altre di sorprese.
E ora buona passeggiata.

Alla fine della corta scala, sulla sinistra, un riquadro di prato espone una bellezza che di anno in anno si rinnova.
È aprile e in un angolo un elegante gelsomino, nobile nella sua veste fiorita e generoso nel suo profumo, sembra custodire gli ospiti del prato. C’è vita intorno a lui e pure al di sotto.
No, non si tratta di graziosi coniglietti, né di rondini allegre, e nemmeno di colombi chiacchieroni e sporcaccioni che qui non mancano! Si tratta di abitanti sedentari, indigeni di antica data o immigrati recenti. Non serve molto per il trasloco, basta lasciarsi portare dal vento.
Sullo sfondo verde di teneri fili di erba medica e di robuste foglie di plantago, si danno appuntamento le pratoline dalla bianca corolla appena, appena, segnata da una punta di rosso, e dal bottone giallo riflesso del sole. Ad esse si accompagnano i fiori giallo scuro del tarassaco.
Poco discoste le foglie vivaci e verdi della malva che fiorirà tra poco. Si aggiungono il verde tenero del microscopico trifoglio, e i piccoli fiori bianchi sfumati di rosa e violetto del minuscolo geranio selvatico.
Tutto esalta la lor bellezza oggi: il sole col suo calore, il cielo trapuntato di minuscole nuvole bianche su sfondo celeste, perfino il vento che scompiglia i minuscoli fili d’erba come fa con i capelli.
La campana della Torre, con i suoi rintocchi, annuncia che il tempo a disposizione è finito! È l’ora del congedo, fra poco l’imbrunire riporterà quiete su ogni cosa!
[1] Vedi RaiPlay https://www.raiplay.it/video/2024/02/Alla-scoperta-del-ramo-doro-Racconti-Verdi-Cecita-vegetale-c7c1fc18-b50d-40fe-806d-6cf4388dc037.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_Allascopertadelramodoro.
[2] Benefici delle piante https://www.youtube.com/watch?v=G3u1pRMksQA
