A spasso nel tempo
Grazie a una mia collega giornalista ho scoperto che è possibile fare un viaggio nel tempo.
In che modalità e soprattutto dove? Semplice, basta trovarsi nei pressi di Bassano Romano, siamo nella provincia di Viterbo, il primo fine settimana di luglio per perdersi tra le stradine del borgo e diventare un uomo, una donna o un bambino del 1600. Come recita la locandina dell’evento, servono solo “un paio di scarpe comode e la voglia di lasciarsi sorprendere”.
Vediamo di scoprire qualcosa di più in merito: l’iniziativa ha superato i 30 anni di vita e riesce a mescolare la storia e il divertimento grazie a un turbinio di profumi, suppellettili, dame, cavalieri, artigiani e contadini. Oltre agli immancabili spettacoli che allietano la permanenza di grandi e piccini. E allora il passato non è più qualcosa di polveroso o noioso, anzi, diventa parte dell’esperienza grazie alla presenza dei cantastorie che con voce e strumenti riescono a essere veri e propri narratori del loro tempo, altro che social. Se volevi capire qualcosa del tempo in cui vivevi, soprattutto le trame dei potenti o se volevi semplicemente evadere dalla realtà, ti bastava perderti nei loro racconti.
E in questo ritorno al passato poteva forse mancare la buona tavola? Del resto, siamo nella Tuscia dove il passato, che sia Medioevo o un altro periodo storico, la fa ancora da padrone in termini di ricette tramandate e gelosamente custodite. Basti pensare alle tante osterie sparse sul territorio che ripropongono i piatti del passato, dalla ricca tavola dei nobili con le carni e gli intingoli a quella decisamente più frugale dei contadini con le sue tante zuppe e gli ingredienti più semplici. Tra le specialità che si possono gustare nelle tante taverne aperte troviamo anche un dolce storico reinventato secondo i dettami di gusto moderni.
Il borgo si caratterizza anche per la presenza della maestosa Villa Giustiniani Odescalchi, riaperta nel 2016, dalla quale prende avvio il corteo storico che attraversa il borgo al suono dei tamburi, con i suoi vessilli e i costumi rigorosamente d’epoca. Il palazzo, che passò di proprietà nel corso dei secoli, da qui il doppio “cognome”, contiene affreschi di pregio di vari artisti del tempo, tra i quali spicca Domenichino autore di un ciclo dedicato alle storie della divinità Diana. Ma non basta. Ogni ambiente del palazzo, infatti, presenta delle decorazioni e i soggetti sono i più vari: si va dallo stemma di casa Giustiniani alla favola di Amore e Psiche; dalle quattro stagioni al monte Parnaso consacrato ad Apollo e sede delle Muse. Troviamo anche uno scorcio del porto di Genova, la città d’origine dei Giustiniani oltre a episodi biblici legati alla figura di Mosè.
Tanto per restare in tema storico, uno dei momenti clou della tre giorni di festa è la rievocazione dell’elevazione da marchesato a principato proprio di Bassano Romano. Correva l’anno 1644 e il passaggio di status fu decretato da papa Innocenzo X.
Se siete interessati alla storia e alla convivialità, non mancano in questa nostra bella Italia luoghi e occasioni per trascorrere belle giornate in compagnia e con un passo più lento. Perché no, anche a Bassano Romano. Buona estate
Antonella Di Vincenzo
