Meno camion sulle strade: in Trentino le mele viaggiano in funivia
La raccolta delle mele nelle valli trentine di Non e Sole, ha segnato quest’anno un traguardo storico grazie a un gioiello tecnologico che promette di rivoluzionare la frutticoltura italiana: la prima funivia al mondo dedicata al trasporto della frutta. Da qualche mese, infatti, le mele appena colte viaggiano sospese nel vuoto grazie a l’avveniristico impianto a fune ideato dal Consorzio Melinda, che collega la sala di lavorazione di Predaia (TN) alle straordinarie celle ipogee nella miniera di Rio Maggiore, a 900 metri dall’ingresso delle cave.
Melinda, realtà che riunisce 4.000 piccoli produttori in 16 cooperative, coltiva quasi 7.000 ettari di meleti e raccoglie a mano 400.000 tonnellate di frutta ogni anno. Numeri imponenti, ora accompagnati da un primato mondiale: l’impianto inaugurato da poco è infatti il primo pensato esclusivamente per il trasporto di frutta. Un progetto interamente Made in Italy, realizzato in collaborazione con il gruppo Leitner e grazie al lavoro delle maestranze locali.
La nuova funivia – 1,3 chilometri di innovazione con un dislivello di quasi 90 metri – può trasportare 460 contenitori da 300 chili l’ora, viaggiando a 5 metri al secondo. Le mele raggiungono così le celle ipogee nel cuore delle Dolomiti, dove la frigoconservazione naturale consente un risparmio energetico del 30% rispetto ai magazzini tradizionali: un risultato che parla la lingua della sostenibilità.
Scopri nel video come funzionano le celle ipogee
La Funivia delle Mele rappresenta anche un esempio virtuoso di risorse PNRR investite con lungimiranza. Si inserisce infatti in un percorso “green” che Melinda porta avanti da anni, fondato su energie rinnovabili, irrigazione a goccia, riduzione degli sprechi e uso intelligente delle celle sotterranee.
Non solo efficienza: la nuova teleferica migliora anche la sicurezza dei lavoratori, che ora accedono alle celle ipogee attraverso un ingresso dedicato, progettato per agevolare le operazioni quotidiane.
E i benefici ambientali sono straordinari: oltre 5.000 camion in meno sulle strade ogni anno, emissioni ridotte e maggiore sicurezza per tutti. L’impianto, alimentato da fonti rinnovabili – fotovoltaico e idroelettrico – sfrutta persino il peso delle mele in discesa per contribuire alla produzione di energia.
Una soluzione innovativa che unisce tecnologia, sostenibilità e rispetto del territorio, offrendo un modello concreto e virtuoso per l’agricoltura del futuro.


