QUANDO IL CINEMA CI INSEGNA LA RELAZIONE: AL VIA LA 46ª RASSEGNA DEL CINEFORUM QUARTIER DEL PIAVE
C’è un filo invisibile che lega le storie che vedremo scorrere sullo schermo del Cinema Careni di Pieve di Soligo a partire dal 18 febbraio. Un filo fatto di sguardi che si cercano, di mani che si tendono, di vite che si sfiorano e, sfiorandosi, si salvano. L’Associazione Culturale Cineforum Quartier del Piave torna con la sua 46ª rassegna invernale e lo fa con una proposta che suona quasi come una necessità: “Abitare l’altro”. Non guardarsi da lontano, non sfiorarsi distrattamente tra una notifica e l’altra, ma abitare davvero l’esistenza di chi ci sta accanto.
In un mondo che corre veloce, dove la solitudine si nasconde dietro schermi sempre accesi e conversazioni sempre più vuote, questi sei film, in programma ogni mercoledì dal 18 febbraio alle 20:30, ci ricordano che forse la salvezza sta proprio lì, nell’incontro autentico, nella fatica bellissima di accogliere chi è diverso da noi e scoprire che, in fondo, ci assomiglia più di quanto osiamo credere. Si parte con “La casa degli sguardi”, l’opera prima di Luca Zingaretti che racconta Marco, un giovane poeta inghiottito dall’alcol che ritrova se stesso grazie all’amore ostinato di un padre e alla tenerezza inaspettata di una squadra di inservienti ospedalieri. Una storia di rinascita che ci dice: non siamo mai troppo perduti per essere ritrovati. Il 25 febbraio sarà il turno di “VAS – Quanto fa male il mondo fuori?”, un titolo che è già una domanda che brucia. Due ragazzi chiusi nelle loro stanze, hikikomori del nostro tempo, che provano a connettersi attraverso schermi luminosi cercando un calore umano che non ferisca troppo. Un film che parla a ogni generazione della paura di esporsi, del bisogno disperato di essere visti pur restando invisibili. Il 4 marzo ci porterà lontano, tra le montagne anatoliche, con “DJ Ahmet”. Un ragazzino di quindici anni strappato alla scuola per fare il pastore, intrappolato in una tradizione che sembra non lasciare scampo. Ma c’è la musica, c’è quel battito ribelle che pulsa dentro e che non si lascia soffocare. Una storia di resistenza silenziosa, di dignità che si aggrappa ai sogni. L’11 marzo Valerio Mastandrea ci accompagnerà in un limbo ospedaliero con “Nonostante”, dove anime sospese tra la vita e il sonno profondo del coma si tengono compagnia. Finché arriva lei, una presenza che scuote la quiete rassegnata e riaccende quella scintilla di ribellione che ci rende umani. Perché anche quando tutto sembra fermo, c’è sempre qualcosa che può rimettersi in moto. Il 18 marzo sarà la volta del grande Jim Jarmusch con “Father Mother Sister Brother”, un mosaico familiare dove padri, madri, fratelli e sorelle si confrontano con dipendenze, rivalità, lutti mai elaborati. Il regista americano ci offre uno specchio spietato e poetico delle nostre relazioni più intime, quelle che ci formano e ci feriscono, spesso contemporaneamente. sLa rassegna si chiuderà il 25 marzo con “Sorry, Baby”, la storia di una giovane docente universitaria bloccata da un trauma che l’ha congelata fuori dal tempo. Un racconto delicato e potente sul peso di ciò che portiamo dentro e sulla possibilità – sempre presente, anche quando sembra impossibile – di ricominciare. Sei film, sei mercoledì sera, sei occasioni per fermarsi e guardare dentro storie che, in realtà, sono anche le nostre. Perché è questo che fa il grande cinema: ci mostra l’altro e, mostrandocelo, ci aiuta a riconoscerci. Ci fa capire che non siamo soli nelle nostre fragilità, nelle nostre paure, nei nostri desideri di connessione autentica. Un invito ad abitare l’altro, e forse, finalmente, ad abitare meglio anche noi stessi.
Le tessere associative sono disponibili a 22 euro per l’intero ciclo (7 euro per la singola serata) presso biblioteche, edicole di Pieve di Soligo e comuni limitrofi, o direttamente al Cinema Careni la sera delle proiezioni. Cogliamo insieme l’invito a non restare soli.
