Tra le nuvole: ricordo della giornata di beneficenza a Godega
C’è un tipo di sabato mattina che non si dimentica. Quello del 30 maggio 2026, al Parco Fiera di Godega di Sant’Urbano, è stato uno di quelli.
“Tra le nuvole 2”, seconda edizione di un’iniziativa nata dall’idea di Gianpietro Da Re, titolare di Luxuryspa S.r.l. di San Vendemiano, ha riunito decine di famiglie, bambini, ragazzi e adulti in una giornata interamente gratuita, senza sponsor commerciali, senza biglietti, senza nulla in cambio se non la voglia di stare insieme. Un atto di comunità, in un’epoca in cui la parola viene usata spesso a sproposito.
La manifestazione è nata con un’idea ben precisa: essere vicini agli amici dell’associazione “La Nostra Famiglia” e a tutte le realtà del territorio che ogni giorno accompagnano persone con disabilità e fragilità. Non una raccolta fondi, non una campagna di sensibilizzazione nel senso formale del termine, ma qualcosa di più semplice e più potente: una festa aperta a tutti, dove le differenze si sciolgono nel divertimento condiviso.
E di divertimento, sabato, ce n’è stato davvero tanto.
Le mongolfiere colorate che si sono alzate nel cielo della Marca sono probabilmente l’immagine che rimarrà più impressa nella memoria di chi c’era. Volare, anche solo per qualche minuto, guardando dall’alto il prato, le persone, i cavalli, è un qualcosa di irripetibile. Per molti dei partecipanti è stata la prima volta. Per qualcuno, forse, un sogno realizzato.
A terra, il programma era altrettanto ricco. I giri in calesse hanno tenuto impegnati grandi e piccoli per tutta la mattina. Gli alpaca, gli asinelli e i cavallini hanno fatto da protagonisti silenziosi e affettuosi: sono animali che hanno un modo tutto loro di mettere a proprio agio chiunque si avvicini, indipendentemente dall’età o dalle capacità. Il Trenino Magico ha compiuto i suoi giri tra le risate di bambini che probabilmente avrebbero voluto non scendere mai.
Poi c’è stato lo show acrobatico su due ruote, con i motociclisti che hanno regalato emozioni forti e qualche cuore in gola: il tipo di spettacolo che ti fa tornare bambino anche a cinquant’anni. E la “mototerapia”, che ha dimostrato ancora una volta come il contatto con la motocicletta possa diventare uno strumento di benessere e inclusione per persone con disabilità fisiche e cognitive.
A mezzogiorno, il pranzo offerto a tutti i presenti ha sigillato lo spirito dell’evento: nessuno escluso, nessuna distinzione. Il cibo come gesto di accoglienza, nella tradizione più autentica.
Quello che colpisce di “Tra le nuvole”, guardandola dall’esterno, è la sua ostinata semplicità. Gianpietro Da Re non ha cercato palcoscenici né visibilità istituzionale. Ha preso un’idea, ha coinvolto le persone giuste, ha aperto le porte a chiunque volesse entrare. Il risultato è un evento che parla da solo e che quest’anno, alla seconda edizione, ha già la solidità di una tradizione che vale la pena coltivare.
In un panorama in cui la solidarietà rischia spesso di diventare un format, c’è qualcosa di prezioso nel vedere qualcuno che la pratica in silenzio, con concretezza, senza chiedere nulla in cambio. “Tra le nuvole” è questo: una giornata costruita intorno alle persone, non attorno all’evento stesso.
Ci auguriamo che arrivi presto la terza edizione.











