Una nuova vita per il laghetto di Fossamerlo
Il laghetto di Fossamerlo, a San Vendemiano, si presenta oggi con una nuova fisionomia, frutto di un intervento di riqualificazione ambientale che ne ha valorizzato la storia e il patrimonio naturale.
L’area era un’ex cava di argilla: fino agli anni Ottanta le fornaci Tomasi vi hanno estratto il materiale necessario alla produzione di mattoni, sfruttando i vasti banchi sotterranei d’argilla che caratterizzano questa località. Con il raggiungimento della falda, la fossa Tomasi si è progressivamente riempita d’acqua, dando origine al laghetto, rimasto poi a lungo in stato di abbandono e inaccessibile.
Attorno al bacino si è quindi sviluppata nel tempo una rigogliosa vegetazione palustre, capace di ospitare numerose specie di volatili, tra cui oche e anatre. L’area è così diventata una preziosa tappa per gli stormi migratori, trasformandosi in un luogo di particolare interesse naturalistico.
Appena fuori dal centro abitato, tra via Garibaldi e via Resistenza, questo spazio ben collegato è stato restituito alla cittadinanza grazie all’intervento del Comune di San Vendemiano, finanziato con i fondi del PR Veneto FESR 2021-2027, nell’ambito nell’ambito di progetti dedicati alla sostenibilità ambientale e alla resilienza del territorio.
Il progetto di valorizzazione ha rafforzato il carattere naturale del luogo attraverso un’attenta selezione delle specie vegetali e una riorganizzazione degli spazi. Sono state eliminate le essenze infestanti e le rive sono state arricchite con alberi e arbusti adatti alla fitodepurazione. Alcune superfici sono state rimboschite con filari di vegetazione, affiancati dalla realizzazione di un prato fiorito a bassa manutenzione. Il mantenimento delle zone a canneto e delle aree degradanti verso l’acqua, riconosciute come spiaggette naturali, ha contribuito alla tutela degli habitat esistenti.
A completare l’intervento, due postazioni per il birdwatching e, in un angolo, alcune arnie per le api. Panchine e un percorso pedonale lungo il perimetro del laghetto, collegato alla ciclabile di via Garibaldi, garantiscono una fruizione sicura, anche per le vicine scuole primarie.
A inizio anno, il bacino sorgivo è stato inoltre punto di arrivo di un itinerario di arte contemporanea promosso da VerdArte Outside, che lo ha collegato al municipio attraverso opere capaci di dialogare con il paesaggio e con i visitatori.
Recentemente, lungo le rive del laghetto, abbiamo incontrato Lucia Tomasi, artista e architetto, figlia di uno dei proprietari delle storiche fornaci Tomasi:
«Ricordando le cave di un tempo, caratterizzate da sponde alte e ripide, qui è stato compiuto un importante intervento di recupero per garantire la sicurezza, grazie alla realizzazione di argini che scendono dolcemente verso l’acqua. Dopo questi lavori di rimodellamento del terreno sarà necessario attendere che la vegetazione autoctona torni a crescere, rendendo l’area ancora più verde. Immagino questo ambiente tranquillo come un’aula a cielo aperto, dove i bambini delle scuole vicine possano disegnare e imparare attraverso l’osservazione della fauna e delle piante. Senza trascurare che questo specchio d’acqua riflettente si presta a diventare uno scenario ideale per suggestivi spettacoli di luci e suoni.»
In questa prospettiva, è prevista per quest’anno anche la piantumazione di un albero per ogni nato nel 2025, per un totale di 52 esemplari. Un’iniziativa simbolica che lega il laghetto alle nuove nascite.
Il laghetto di Fossamerlo si conferma così una realtà rigenerata e fruibile, dove memoria storica industriale e tutela ambientale si intrecciano, offrendo un esempio virtuoso di valorizzazione del territorio e del patrimonio locale.


